Anthyllis vulneraria

Vulneraria

Anthyllis vulneraria

Descrizione

Pianta erbacea polimorfa, generalmente perenne o bienne, rizomatosa, i fusti prostrati o ascendenti, pelosi a volte bianchi e lanosi all’ estremità. Alta da 5 a 40 cm.
Le foglie basali sono poco numerose e polimorfe, sono divise in 2-3 paia di foglioline, le cauline sono composte, imparipennate, disposte a coppie con elementi oblungo-lineari.
I fiori sono sessili o portati da brevi peduncoli, sono riuniti in capolini terminali circondati da brattee.
Calice ± peloso biancastro o giallastro a volte rosso all’apice, corolla giallo chiaro, giallo intenso, aranciata o rossastra (cfr. le subsp.)
I frutti sono piccoli legumi, gibbosi alla base, contenenti un solo seme ovoide o reniforme.

Forma Biologica

H bienn - Emicriptofite bienni. Piante a ciclo biennale con gemme poste a livello del terreno. H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie. T scap - Terofite scapose. Piante annue con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Periodo Fioritura

Marzo - Agosto

Etimologia

Il nome generico dal greco “anthòs”=”fiore” “iulus”= “peluria” a indicare l'aspetto lanoso, peloso del fiore, mentre il nome specifico deriva dal latino “vulnu”s = “ferita”, per le proprietà cicatrizzanti. Alla somiglianza delle foglie con quelle del genere Triflolium, si deve invece il nome volgare di Trifoglio vulnerario.

Ambiente e Distribuzione

Prati aridi, pascoli, scarpate sassose su terreno preferibilmente calcareo, 0÷3000 m slm.

Distribuzione Globale

Euri-Medit. - Entità con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite). Orof. SW-Europ. - Orofita sudovest-europea, con areale gravitante specialmente sulla Penisola Iberica (talora anche Massiccio Centrale); rara o mancante nei Balcani.

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie officinale

Costituenti principali: tannino, saponine, mucillagine, sostanze coloranti.

Per uso esterno è utile per lenire le piaghe, gli ascessi, piccole ulcere purulente, eczemi e come disinfettante nelle affezioni del cavo orofaringeo. Nella medicina popolare è talvolta impiegata in tisane lassative.
L'erba fresca schiacciata, può essere impiegata in uso esterno, per lavaggi per malattie cutanee, per ferite e gargarismi in caso di tonsilliti e infiammazioni gengivali.

Note e Curiosità

Nel Medioevo la Vulneraria era fra quelle “erbe miracolose” che si coglievano la notte di S. Giovanni, capace di accelerare la guarigione delle ferite di proteggere dal malocchio sia le persone che il bestiame
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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