Cirsium vulgare

Cardo asinino

Cirsium vulgare

Descrizione

Pianta erbacea bienne o perenne alta (20) 50-130 cm.
Fusto eretto, pubescente, angoloso, con midollo centrale, ramoso, con ali spinose e aculei patenti di 3 mm.
Foglie decorrenti lungo tutto l’internodo, da pennatosette a pennatopartite.
Le basali raccolte in rosetta, le inferiori alterne di 7-10×20-30 cm, glabrescenti sulla pagina superiore e da glabrescenti a tomentose su quella inferiore, quelle superiori sessili, alterne progressivamente più piccole; tutte con spine apicali di 2-10 (15) mm. Foglie bratteali assenti.
Infiorescenza formata da capolini subsessili diam. 2,4 cm; involucro piriforme con squame (brattee) lanceolate, generalmente divergenti; quelle esterne e mediane con dorso carenato e spina apicale di 5-8 mm.
Fiori ermafroditi, tutti tubulosi (fino a 200 per ogni capolino).
Corolla pentamera ± zigomorfa, glabra, (25-x35 mm), di colore purpureo, tendente al violetto a fine antesi.
Stami 5 sporgenti dalla corolla; filamenti staminali liberi e papillosi;
Ovario infero uni-loculare; stilo unico con stimma bifido.
ll frutto è una cipsela di 3 – 4 mm, sormontata da un pappo bianco di peli piumosi e setolosi, saldati alla base, di circa 2 –3 cm.

Forma Biologica

H bienn - Emicriptofite bienni. Piante a ciclo biennale con gemme poste a livello del terreno.

Periodo Fioritura

Luglio - Settembre

Etimologia

Il nome generico deriva dal greco “kírsion”=cardone e questo da “kirsós”= varice, (ingrossamento delle vene): perchè anticamente si pensava che le sue radici fossero efficaci per la cura di questa patologia. Il nome specifico deriva da vulgus = volgo: banale, molto comune. Il nome volgare "Cardo asinino" in riferimento al fatto che la pianta giovane, è molto apprezzata da asini e cavalli.

Ambiente e Distribuzione

Incolti, margini di fossati e canali, bordi di sentieri e strade.

Distribuzione Globale

Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie commestibile

Pianta commestibile molto spinosa in tutte le sue parti. Dopo averla privata delle spine si possono usare foglie, fusti e fiori, hanno un sapore più delicato rispetto ai cardi coltivati e si possono cucinare allo stesso modo: fusti e foglie lessati, oppure sbollentati e fritti dopo averli impanati e i capolini cucinati come i carciofi.
Le radici sono ricche di inulina per cui ne è sconsigliato l'uso.
Dalla fibra interna del fusto si può ricavare della carta e dai semi si può ottenere dell'olio.

Note e Curiosità

Nessuna in particolare
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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