Leucanthemum vulgare

Margherita comune

Leucanthemum vulgare

Descrizione

Pianta erbacea perenne alta 20 – 40 (100) cm, legnosetta alla base, glabra o ± pelosa, semplice o ramificata sin dalla base e munita di rizoma strisciante da cui si dipartono i germogli.
Fusto di colore verde, semplice o poco ramificato, glabro marcato di righe rossastre lungo le scanalature.
Foglie basali (10) 35 x (20) 80 mm, riunite in rosetta, di forma varia che va dall’obovato-cuneata alla spatolata con lamina inciso-lobata (3-7) o intera o arrotondata che si restringe gradatamente formando un picciolo di 10 – 30 mm che spesso è anche alato.
Foglie cauline, medie e superiori semiamplessicauli, le ultime sessili, di forma oblungo-ovata con lamina pennatifida con lobi irregolarmente distanziati.
Infiorescenza formata da capolini di (4) 6 – 7 cm di Ø, racchiusi e protetti da 3 – 4 serie di squame embricate aventi margine membranaceo di colore porpora (raramente concolore) e di forma ovato-oblunga-lanceolata di 5 – 8 mm.
Fiori periferici formati da ligule di colore bianco (lunghe 10 – 25 mm), simpetali, zigomorfe e con 2 – 3 dentelli all’apice; i fiori interni, sono flosculi tetraciclici che formano un disco di 4 – 7 cm di Ø, di colore giallo e con apice diviso in 5 lobi; quelli periferici sono femminili, quelli centrali ermafroditi.
Stilo unico, stigma bifido, ovario infero bicarpellare e concresciuto, contenente un solo ovulo.
Il frutto è una cipsela di 1,5 – 2,5 mm, di forma ovale-oblunga con 10 coste formanti i canali resiniferi; i frutti prodotti nel raggio esterno portano rudimentali pappi coronati.

Forma Biologica

H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Periodo Fioritura

Marzo - Settembre

Etimologia

Questo binomio fu usato per la prima volta dal Tourefort (1656 - 1708) ma non confermato da Linneo che gli preferì il termine Crysanthemum; il taxa odierno accettato fu reintrodotto in una "Flore Francaise" del 1778 autore J.B. de La Marck (1744 - 1829). Questo termine risulta composto da due parole di origine greca "leukos" = "bianco" e " anthemon-ἄνϑεμον" = " fiore" con chiaro riferimento al colore bianco delle ligule esterne. L'epiteto della specie e subspecie è riferito alla grande diffusione di questa pianta che la rende molto comune.

Ambiente e Distribuzione

Incolti, prati umidi, bordo strade e sentieri, lungo le rive di fiumi e torrenti da 0 a 1500 m slm.

Distribuzione Globale

Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.
Euri-Medit. - Entità con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite).
Eurosiber. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Eurasia.

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie officinale

A questa specie gli vengono riconosciute proprietà antispasmodiche, bechiche e vulnerarie. Per uso esterno l'azione vulneraria si manifesta specialmente nella cicatrizzazione di ferite, ulcere della bocca, gengive e gola. L'acqua distillata è efficace come collirio nelle congiuntiviti.
Le foglie tenere, sono commestibili, si usano crude nella misticanza di erbe diverse.

Note e Curiosità

Non è appetibile come foraggio perchè in parte legnosa, non viene brucata e quindi ritenuta dannosa per la composizione del pascolo. Dal punto di vista storico l'uso di questo fiore è molto antico, si hanno testimonianze nei vasi egizi (4000 a a.c.) decorati con le margherite. Una usanza popolare, di origine celtica, e ancora in uso, la gente cerca di determinare, mediante l'uso dei suoi petali strappati uno a uno, il vaticinio per sapere se un certa cosa personale avrebbe avuto un andamento positivo o negativo. Anche Johann Wolfgang von Goethe nel "Faust" fa fare la stessa esperienza a Margherita; anche lei per capire l'intenzione dell'uomo amato (Faust) strappa i petali usando la sequenza "m'ama non m'ama". La margherita nel linguaggio dei fiori significa purezza, fedeltà e bontà d'animo.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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