Medicago sativa

Erba medica

Medicago sativa

Descrizione

Pianta perenne, erbacea, con rizoma sotteraneo, le sue radici sono lunghe in media 3÷6 m, fusti eretti, ramificati ricchi di numerosi germogli laterali, dai quali, dopo il taglio, si originano nuovi fusti. Altezza 30÷80 cm.
Foglie con stipole lineari, oblunghe, alterne, trifogliate, con margine denticolato, apice troncato-mucronato; la fogliolina mediana è provvista di un breve rachide.
I fiori di colore violetto-azzurro ma anche viola scuro, raramente biancastri, nascono riuniti in racemi all’ascella delle foglie, sono pentapetali, i 2 petali inferiori, ± saldati fra loro, formano la carena, ai lati altri 2 petali e superiormente il quinto petalo, detto vessillo o stendardo ha una nervatura più scura.
I frutti sono legumi spiralati con 2-3 spire a superficie reticolata e pubescente, contenenti numerosi semi lucidi.

Forma Biologica

H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Periodo Fioritura

Giugno - Agosto

Etimologia

Il nome del genere deriva dalla regione Media, antica regione della Persia, da cui Dioscoride, pensava provenisse la pianta; derivano il greco antico "medikai" e il latino "herba medica". Il nome volgare di "alfa-alfa", sembra derivare dall'arabo “Al-Fal-Fa” e significa “ padre di tutti i cibi”.

Ambiente e Distribuzione

Prati aridi, incolti, luoghi erbosi e al bordo dei campi, generalmente fra 0÷1.200 m, eccezionalmente fino a 1.900 m s.l.m.

Distribuzione Globale

Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone.
Steno-Medit. - Entità mediterranea in senso stretto (con areale limitato alle coste mediterranee: area dell'Olivo).

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie officinale

Principali costituenti: calcio, potassio, fosforo, zolfo, magnesio, ferro, potassio, protidi, clorofilla, vitamine A, E, C, K, B, B2, B6, D, provitamina A, saponine, steroli, principi estrogeni, una cumarina, flavoni e isoflavoni, alcaloidi .

Erba dolciastra, astringente, rinfrescante, depurativa, antiemorragica, diuretica; stimola l'appetito e abbassa il livello di colesterolo del sangue. Agisce soprattuto sugli apparati circolatorio e urinario e influenza gli ormoni. Ricca di vitamine e minerali, è un rimedio ricostituente e preventivo. Assunta prima dei pasti, facilita l'attività gastro-intestinale, assunta dopo i pasti migliora l'assorbimento dei nutrienti.
Utile nei periodi di convalescenza, nel trattamento dell'anemia, delle emorragie, dell'osteoporosi, dei disturbi della menopausa, fibroma e altri disturbi collegati a scompensi ormonali.
Previene il colesterolo alto, sembra abbia effetti protettivi verso le malattie degenerative, agisce come tonico generale rimuovendo le tossine dal sangue, rinforza unghie e capelli.

In cucina le foglie si possono consumare crude o cotte come verdura, mentre i semi vengono fatti germinare e usati per insaporire insalate. Bower, un americano ha dedicato anni di studio all'Erba medica come alimento per il consumo umano.È è possibile ricavarne pane e le foglie possono essere impiegate per preparare il tè. É una fonte commerciale di clorofilla, carotene e vitamina K.
Questa pianta è una delle principali specie vegetali coltivate nel mondo ed è utilizzata sia in zootecnia come coltura da fieno, insilati, per produrre farina disidratata, sia in agricoltura nella pratica del sovescio ( interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno); è inoltre un ottima mellifera, con grosse produzioni soprattutto nella pianura Padana.
Quest'erba va data al bestiame solo essiccata, altrimenti potrebbe provocare gonfiore. Come foraggio è la specie più usata fra le fabaceae, in virtù dell'alto valore proteico e vitaminico, dell'elevata appetibilità e delle diverse possibilità di conservazione.
É un azotofissatore, quindi la sua coltivazione arricchisce il suolo di azoto in modo naturale, dopo l'impoverimento dato da precedenti coltivazioni.
Il suo successo si deve anche alle caratteristiche del suo ciclo riproduttivo: è capace di autoimpollinazione e dopo 3 mesi dalla semina produce già seme.

Note e Curiosità

Pare che questa pianta sia originaria della Persia e che sia stata introdotta in Europa dai soldati di Alessandro il Grande, nel 470 a.C. circa. In Italia giunse tra il 200 ed il 150 a.C. e gli scrittori latini ne esaltarono le qualità. In seguito durante il periodo delle invasioni barbariche, la sua coltivazione in Europa fu quasi abbandonata, tanto che in Italia rimase quasi sconosciuta fino al 1500, quando venne reintrodotta con semi importati dalla Spagna, (da qui il nome volgare di erba Spagna) dove fu nuovamente diffusa dagli Arabi. L'erba medica può essere falciata sino a 5 volte in una stagione per produrre fieno, trasformando in questo modo il potenziale agricolo di aree con pascolo scarso.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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