Origanum majorana

Maggiorana

Origanum majorana

Descrizione

erbacea perenne lignificata nella porzione basale, molto aromatica.
Fusto eretto ampiamente ramificato, alto fino a 50 cm, con sezione quadrata, inizialmente tomentoso e verde cenere, poi glabro, con rizoma obliquo.
Foglie opposte, con base ottusa o arrotondata, da ovali a oblunghe (generalmente 5-10 x 8-20 mm), si restringono alla base nel corto picciolo ed hanno l’apice arrotondato; il margine è intero, la superficie delle foglie più giovani è biancastra per la presenza di una fitta peluria.
Fiori sessili, hanno la corolla tubolare e bilabiata (labbro superiore intero o quasi, quello inferiore diviso in tre lobi acuti), con petali bianco-rosei o talvolta porporini, sono riuniti in densi glomeruli formanti racemi alle sommità, caratterizzato da brattee rotonde, tomentose e ghiandolose, stami con filamenti divergenti e spesso antere sporgenti sui lati; calice con 5 denti, tubolare debolmente zigomorfo (a forma di cono aperto su un lato).
Frutto è un microbasario (tetrachenio racchiuso nel fondo del calice persistente), con mericarpi di 0,9-1,3 x 0,7-0,8 mm, ellissoidi, con apice acuto, di colore prima giallo poi castano scuro.

Forma Biologica

H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Periodo Fioritura

Luglio - Settembre

Etimologia

Il nome del genere deriva dal nome greco della pianta “óros” monte e "gános" piacere, incerta quella della specie, forse dal latino “amaracus”, greco “amàrakos”, con significato di pianta odorosa.

Ambiente e Distribuzione

Coltivata come pianta aromatica, subspontanea negli orti, negli incolti, lungo i bordi delle vie.

Distribuzione Globale

Saharo-Sind. - Zone desertiche dall'Africa Sett. All'India.

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie commestibile officinale

Parte utilizzata: la droga è costituita dalle sommità fiorite, raccolte da luglio a settembre, recise a 10-15 cm. da terra, evitando la porzione basale lignificata. Si riuniscono in mazzi e si appendono in luogo areato all’ombra per l’essiccazione. Si conservano in recipienti di vetro o porcellana.

Costituenti principali: dallo 0,7 al 3 % di olio essenziale costituito da: terpinen-4-olo, ά-terpineolo, 4-tuianolo, linalolo; acido rosmarinico, acido caffeico; 4,5% tannino; acido ursolico e oleanolico; vit. A, acido ascorbico.

Attività principali: per l’attività antisettica dell’olio essenziale e la presenza di tannini ha azione aromatica, eupeptica e antispasmodica del tubo gastro-enterico; blocca le fermentazioni del tratto intestinale, contrastando meteorismo e contrazioni dolorose. Ha un’azione tonica che, unita alle proprietà antispasmodiche e digestive, risulta utile nel trattamento degli stati depressivi e ansiosi, dell’emicrania e della cefalea di origine nervosa. Sull’apparato respiratorio svolge un’azione balsamica ed espettorante. Presenta inoltre una blanda azione diuretica.

Per uso interno: l’infuso è indicato nella digestione difficile, nei dolori addominali, nelle nevralgie, nella tosse e nel raffreddore. L’uso come spezie in cucina, oltre ad apportare un aroma più delicato rispetto all’origano, contribuisce a favorire i processi digestivi.

Per uso topico: sono efficaci i suffumigi in caso di raffreddore e l’utilizzo dell’infuso come colluttorio contro le infiammazioni della gola. È inoltre possibile usare l’infuso per frizioni in caso di nevralgie e dolori reumatici.

Tossicità ed effetti secondari: La pianta fresca può provocare, in soggetti predisposti, irritazione cutanea e oculare. L’olio essenziale, in posologie elevate, può provocare ematuria.

Note e Curiosità

Note e Curiosità: L’infuso edulcorato con miele rientra, secondo Valnet, nell’arsenale di rimedi dei cantanti utili per preservare la voce. La maggiorana è usata nella preparazione di liquori, nell’industria di conserve e alimenti, nonché in cosmetica come fragranza in saponi, detergenti, creme, lozioni e profumi.

Usi popolari: ampiamente utilizzata come condimento nella cucina rivierasca e mediterranea; in alcune regioni le foglie si mettono in sacchetti per profumare la biancheria.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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