Papaver rhoeas

Papavero comune

Papaver rhoeas

Descrizione

Pianta annua, erbacea, con radice bianca a fittone; fusti eretti, ramificati e setolosi, ricoperti di peli lunghi e patenti . Altezza 20÷80 cm.
Le foglie sono dotate di peli segosi e morbidi, quelle basali a rosetta sono pennatopartite con i segmenti lanceolati o ellittici e margine dentato, con apice acuto e base lungamente picciolata, le foglie cauline sono più semplici e sessili.
I fiori solitari, sbocciano all’apice di lunghi peduncoli coperti di peli patenti, sono inodori, larghi 5÷7 cm, con i boccioli penduli prima della fioritura.
Il calice è composto da 2 sepali setolosi, caduchi; la corolla ha 4 petali tondeggianti anch’essi molto effimeri (durano un giorno o poco più) di colore rosso vivo, macchiati alla base di nero. Numerosi stami di colore nerastro.
I frutti sono capsule ovali glabre, sormontate da uno stigma piatto, contenente numerosi piccoli semi, reniformi, grigiastri e reticolati che, a maturità escono dalle aperture poste sotto lo stigma. Ogni pianta produce mediamente da 10.000 a 20.000 semi che rimangono vitali nel terreno fino a 40 anni.
Tutta la pianta emette un forte odore e produce un succo lattiginoso bianco e acre.

Forma Biologica

T scap - Terofite scapose. Piante annue con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Periodo Fioritura

Maggio - Settembre

Etimologia

Il nome del genere è affine all'arabo "papámbele" e al sanscrito "papavara" = succo pernicioso, ma più comunemente si ritiene derivi dal latino "papaver", che a sua volta proveniva dal celtico "papa" = pappa per i bambini, evidenzia come, probabilmente in passato fosse unito ai cibi, in particolare quelli dei bambini per conciliarne il sonno. Il nome specifico deriva dal greco deriva dal greco "rheo"= scorrer via, indica i petali presto caduchi, che scorron, ad ogni soffio di vento oppure da "róia" = melograno: per il colore rosso

Ambiente e Distribuzione

Specie sinantropica presente nei campi, negli incolti secchi e negli ambienti ruderali, ai bordi di strade e ferrovie; infestante dei cereali e delle colture.

Distribuzione Globale

E-Medit. - Mediterraneo orientale. Euri-Medit. - Entità con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite).

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie commestibile officinale

Erba dolciastra, astringente, sedativa, ad azione analgesica, antispastica, antinfiammatoria, espettorate.
Contiene l’alcaloide readina, ed alri alcaloidi ancora in fase di studio, resine, mucillagine e sostanze coloranti, la presenza di morfina e acido meconico (presente nell’oppio) non è ancora ben confermata. Con gli infusi di petali si ottengono dei blandi sedativi, calmanti per la tosse ed espettoranti. Veniva usato in passato, come rimedio contro la gotta e il fuoco di S. Antonio.
Contro il mal di denti, si usavano compresse imbevute d'infuso che veniva anche usato per massaggiare la pelle arrossata o contro le rughe. Dai petali è possibile ottenere una tintura rossa per la presenza di antociani rosso vivo; tintura che veniva in passato utilizzata dalle donne per truccare labbra e guance.
Dai semi è possibile estrarre un olio con buone qualità dietetiche e ottimo come lenitivo ed emolliente; essiccati sono comunemente utilizzati nella panificazione e nella confezione di dolci. Le tenere rosette delle foglie primaverili possono essere consumate in insalata, preferibilmente con altre erbe; sempre in miscuglio con altre erbe possono essere utilizzate per preparare torte salate, sformati o ripieni, oppure prima lessate e poi passate in padella con burro, aglio olio e peperoncino.

Note e Curiosità

Note e Curiosità: Fra i giochi poveri del passato, ricordo i “timbri” che si ottenevano premendo sulla fronte gli stimmi delle capsule fresche e le “bamboline” preparate dischiudendo i boccioli e tirando un poco fuori i petali raggrinziti, acconciandoli in modo da ottenere un vestitino. Papaver rhoeas nel mondo anglossassone, è tradizionalmente dedicato alla memoria delle vittime della prima e della seconda guerra mondiale. In Inghilterra nell'Armistice day, è usanza portare un papavero rosso all'occhiello.
"Gli alti papaveri della politica" ma anche "Un grosso papavero gli ha procurato quella carica... " sono frasi ancor oggi ricorrenti. Interessante è sapere che fu Tarquinio il Superbo, re di Roma, che per mostrare al figlio, come impossessarsi di Gabi (antica città del lazio), fece abbattere con un bastone i papaveri più alti del suo giardino, mostrandogli con un'immagine simbolica, che si dovevano prima di tutto eliminare i cittadini più autorevoli; a dare origine a questo modo di dire. Lo schiocco del suo petalo posto sul pugno della mano e colpito con il palmo dell'altra mano era, nella tradizione popolare una prova della fedeltà e dell'amore ricambiato.
Nel linguaggio dei fiori invece il papavero simboleggia l'orgoglio sopito.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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