Ruta graveolens

Ruta comune

Ruta graveolens

Descrizione

Piccola pianta perenne suffruticosa alta 40-100 cm, glabra, glauca, ghiandolosa in alto, con fusto lignificato solo alla base di colore argenteo e rami eretti.
Le foglie di colore verde-glauco, con picciolo di 2-4 cm, sono disposte in modo alterno, hanno il lembo reniforme e due o tre volte pennato-composte, con segmenti spatolati, apice ottuso o mucronato, con consistenza un poco carnosa e punteggiati di ghiandole che conferiscono un forte profumo.
Infiorescenza a racemo con brattee lanceolate simili alle foglie e i piccol fiori, portati da brevi peduncoli lunghi 1-2 volte il coccario, hanno sepali acuti persistenti e 4 petali (a volte 5 nei fiori centrali) gialli o giallo-verdognoli, concavi, leggermente dentati e ondulati sul bordo, ovario supero.
Il frutto è un coccario glabro, subsferico, di 4 o 5 carpelli rugosi, con denti apicali ottuso-arrotondati.

Forma Biologica

Ch suffr - Camefite suffruticose. Piante con fusti legnosi solo alla base, generalmente di piccole dimensioni.

Periodo Fioritura

Giugno - Luglio

Etimologia

Il nome del genere deriva dalle parole greche ruô = conservo o forse rhèo =scorro, con allusione alle proprietà medicinali e soprattutto emmenagoghe della pianta. Quello specifico dal latino gravis = pesante, forte et olens = sentore per il suo forte e poco piacevole odore.

Ambiente e Distribuzione

Sterpaglie e zone sassose, terreni erbosi assolati, calcarei e asciutti dal piano fino a 1100 m. Spesso coltivata ed inselvatichita.

Distribuzione Globale

S-Europ.-S-Siber. - Entità delle zone calde dell'Europa e della fascia arida della Siberia meridionale: di solito piante steppiche. Se l'areale gravita attorno al Mar Nero sono dette Pontiche.

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie officinale tossica

La ruta è pianta tossica per il suo contenuto in furocumarine e rutarine e per gli alcaloidi chinolonici presenti nell’olio essenziale dall’odore sgradevole che si trova raccolto nelle vescichette delle sue foglie. Assunta a dosi eccessive provoca gravi disturbi con conseguenze che possono essere anche letali, ed è anche consigliabile non maneggiarla per evitare il rischio di arrossamenti, gonfiori e vesciche.
E’ pianta antiinfiammatoria; abortiva; antispasmodica; antielmintica; carminativa; emmenagoga; espettorante; emostatica; rubefacente; omeopatica; oftalmica; stimolante; stomachica; antidoto; emetica. Considerata fin dai tempi più antichi, una magica cura per ogni malanno era infatti già conosciuta dagli antichi Romani, figurava nella lista delle piante coltivate nel giardino dei monasteri sotto Carlomagno e nel Medio Evo entrava nella composizione di un aceto che veniva impiegato per combattere la peste.
veniva utilizzata dalla medicina popolare in infusi molto diluiti, per calmare gli attacchi isterici, per favorire e rendere più facili e meno dolorosi i cicli mestruali (attenzione è pianta abortiva), per lenire le coliche intestinali flatulenti, per schiarire la vista con ripetuti lavaggi in caso di glaucoma.
Un battutolo di cotone impregnato di un decotto di ruta ed inserito nelle narici si riteneva curasse la rinite cronica.
Infine l’erba ruta ha discreti effetti positivi sulla digestione e ben lo sanno le case che preparano la grappa alla ruta, immergendo un ramoscello di ruta nella grappa.

Note e Curiosità

Per le sue proprietà repellenti viene usata per combattere gli insetti spargendo le sue foglie nelle fessure dove si rifugiano e tenuta nelle cantine, pare con suo odore, efficace per allontanare i topi.
La ruta era ritenuta efficace contro la paura, veniva coltivata per difendere la casa da vari accidenti delle forze del male ed era tenuta in tasca o indossata in appositi sacchetti per affrontare situazioni difficili e paurose. Veniva considerata con proprietà anafrodisiache, tanto che i monaci nel Medioevo la consumavano in insalata con altre erbe per liberarsi dagli istinti e sogni erotici.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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