Salvia pratensis

Salvia comune

Salvia pratensis

Descrizione

Pianta perenne erbacea, non vischiosa, con radice a fittone ingrossato; fusti eretti, tetragoni, pubescenti per peli riflessi, legnosi e ramificati in alto; altezza fino a 70 cm.
Le foglie consistenti, bollose, le basali picciolate, disposte in rosetta, caratterizzate da una nervatura reticolare, margine leggermente crenato o inciso lobato; le cauline, più piccole, sessili sovente semiabbraccianti il fusto. La pagina superiore rugosa, quella inferiore irsuta.
I fiori portati da un breve pedicello, sono azzurro-violetti, raramente rosa o biancastri, 4÷5 verticillastri situati all’ascella di brattee verdi; l’insieme forma una spiga chiusa. Calice bilabiato, irsuto per peli mai bianchi; il tubo calicino più lungo delle 5 lacinie calicine.
Corolla con labbro superiore falcato: sporge lo stilo bifido; labbro l’inferiore patente o riflesso, a margine denticolato.
Gli stami, si comportano come piccole leve: quando un insetto, in cerca di nettare, penetra nel fiore, aziona un meccanismo a bilanciere, che gli ribalta sul dorso il braccio dello stame che porta l’antera: il polline si rovescia allora sul dorso dell’insetto.
I frutti sono tetracheni formati da 4 mericarpi, con semi tondeggianti e brunastri.

Forma Biologica

H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Periodo Fioritura

Maggio - Agosto

Etimologia

Il nome del genere deriva dal latino “sàlvus” = salvo, con riferimento alle proprietà medicinali di queste piante; oppure sempre dal latino “salvere” = star bene, con la medesima radice il nome tedesco “salbe”,= unguento medicamentoso. Il nome specifico dal latino ''pratensis''= dei prati, indica l'habitat

Ambiente e Distribuzione

Nei pascoli magri, nei prati, nei luoghi sassosi, nelle radure, frequente nei luoghi asciutti e soleggiati. 0÷1.600 m s.l.m.

Distribuzione Globale

Euri-Medit. - Entità con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite).

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie commestibile officinale

Salvia pratensis possiede proprietà simili a Salvia officinalis

Note e Curiosità

La Salvia era conosciuta sin dall'antichità e pare che persino Cleopatra, la usasse per preparare filtri afrodisiaci.
I Galli la consideravano una panacea, in grado di guarire tutti i mali. I druidi la usavano contro febbre, tosse, paralisi, epilessia, ma anche per favorire il concepimento e il conseguente parto. Le era attribuito anche il potere di resuscitare i morti ed entrava come ingrediente in numerosi incantesimi. Ippocrate ne consigliava l'uso nelle piaghe, gli egiziani la usavano per imbalsamare i morti. I romani la impiegavano per conservare la carne e credevano che rendesse immortali; la chiamavano” erba sacra” e le attribuivano capacità di curare il morso dei serpenti, a condizione che non fosse stata infettata dall'alito venefico dei rospi e per questo pensavano che potessero raccoglierla solo pochi fortunati, abbigliati in modo particolare e dopo avere fatto particolari sacrifici.
Ritroviamo questa credenza nel “Decameron”.
I medici della scuola salernitana si chiedevano:”perché dovrebbe morire l'uomo nel cui giardino cresce la salvia?”
Nei secoli successivi si attribuirono a questa pianta diverse proprietà: quella di far restare incinta la donna che ne avesse bevuto l'infuso per 4 giorni di fila, o quella di curare le affezioni del cavo orale, perché la forma delle foglie ricorderebbe una lingua, oppure il potere di spezzare malie e incantesimi.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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