Salvia sclarea

Salvia moscatella

Salvia sclarea

Descrizione

Pianta bienne, può superare il metro d’altezza. Fusto eretto, ingrossato, quadrangolare, costolato e con peli crespi. Foglie vellutate, le inferiori con lamina di 4-12 X 7-18 cm, in rosetta nel primo anno. Quelle cauline più piccole, irregolarmente dentellate. Infiorescenza ampia con rami eretto-patenti. Brattee membranose, violacee, 2-3 cm e comunque più lunghe della corolla. Calice con tubo ispido e denti spinulosi. Corolla rosea o liliacina di 15-20 mm. Numero cromosomico 2n = 22.

Forma Biologica

H bienn - Emicriptofite bienni. Piante a ciclo biennale con gemme poste a livello del terreno.

Periodo Fioritura

Giugno - Luglio

Etimologia

Il termine generico dal latino salvere letteralmente "star bene, godere buona salute" per le proprietà medicamentose di alcune specie di Salvia. Il termine specifico da clārus = "chiaro, splendente, brillante, luminoso".

Ambiente e Distribuzione

Pendii aridi e boscaglie, dal piano fino ai 1000 m s.l.m.

Distribuzione Globale

Euri-Medit. - Entità con areale centrato sulle coste mediterranee, ma con prolungamenti verso nord e verso est (area della Vite).

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie commestibile officinale

Salvia sclarea è pianta conosciuta sin dall'antichità per le sue proprietà e virtù. Gia i Greci ed i Romani ne facevano ampio uso al pari della Salvia officinalis. Nella medicina popolare è utilizzata come digestivo, lassativo, diuretico e contro l'asma. Trova applicazione come rimedio ad emorroidi, febbre, tosse e ascessi. In caso di ferite o piaghe se ne consiglia l'applicazione di foglie pestate. Per provocare le mestruazioni in caso di ritardo si utilizza il decotto dell'intera pianta, mentre quello delle sole foglie in caso di gengivite. Riconosciuta ottimo tonico, gli anziani delle Marche usavano portarne una foglia in bocca a tale scopo.
Nella cucina popolare le foglie venivano consumate lesse, mentre in enologia trovava largo impiego per intensificare l'aroma del vino moscato.
E' segnalato anche l'uso come surrogato del tabacco e per profumare le botti.
Attualmente il suo utilizzo principale è per la produzione di vermouth, liquori e profumi.

Note e Curiosità

Nessuno in particolare
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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