Saponaria officinalis

Saponaria comune

Saponaria officinalis

Descrizione

Pianta perenne, erbacea, provvista di rizoma strisciante, ramificato di colore bruno rossastro; fusti eretti o ascendenti, glabri o leggermente pubescenti, talvolta legnosi alla base. Alta sino a 1 m.
Gli steli sterili o semplici hanno foglie opposte, ovali, oblunghe e ricurve, le inferiori brevemente picciolate , le superiori sessili e opposte ai nodi, ricoperte di peli corti o glabre, rugose sugli orli, con 3(5) nervature rilevate.
I fiori di colore rosa più o meno intenso, con 5 petali appena smarginati, calice violaceo, tubuloso e pubescente, sono riuniti in cime compatte all’apice degli steli. Emanano un delicato profumo, soprattutto verso sera.
I frutti sono capsule oblungo-piriformi, deiscenti per 4 denti apicali, contengono numerosi semi reniformi, neri, con superficie tubercolata.

Forma Biologica

H scap - Emicriptofite scapose. Piante perennanti per mezzo di gemme poste a livello del terreno e con asse fiorale allungato, spesso privo di foglie.

Periodo Fioritura

Etimologia

Il nome del genere driva dal latino”sapo” = “sapone e si riferisce all'alto contenuto di saponine di queste piante, che fanno schiuma come il sapone, il nome specifico dal latino "offícina"= laboratorio: usabile in farmaceutica, erboristeria, liquoristica, profumeria e simili.

Ambiente e Distribuzione

Ama i terreni freschi e umidi, le rive dei corsi d'acqua, gli ambienti ruderali, campi e aree antropizzate. 0÷1.000 m s.l.m.

Distribuzione Globale

Eurasiat. - Eurasiatiche in senso stretto, dall'Europa al Giappone. Eurosiber. - Zone fredde e temperato-fredde dell'Eurasia.

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie officinale tossica

Principali costituenti: saponina, resina e vitamina C.

Le sue proprietà sono principalmente depurative, diuretiche, espettoranti, sudorifere e toniche. In medicina per uso interno in caso di gotta e dermatiti, congestioni bronchiali e ittero.
Oggi è usata raramente per il suo effetto irritante sull'apparato digerente. In eccesso distrugge i globuli rossi, provoca paralisi dei centri vasomotori. Per uso esterno il decotto è utile in caso di dermatiti e per pelle colpita da acne o da psoriasi.
Sebbene talvolta venga consigliata come shampoo, può causare gravi irritazioni agli occhi.
La radice e le foglie essiccate venivano impiegate, prima che fosse avviata la produzione commerciale del sapone, intorno ai primi dell'Ottocento, come detergente per lavare capi delicati.
Un decotto ottenuto facendo bollire le diverse parti della pianta in acqua piovana è indicato per ridare splendore a tessuti antichi in seta, pizzi e ricami, i cui colori siano stati offuscati dalla polvere.

Note e Curiosità

Già usata come sapone dagli Assiri nell'VIII secolo a.C., cinque secoli prima di Cristo si parlava della saponaria per sgrassare la lana che le popolazioni nomadi dell'Asia impiegavano per tessere i loro famosi tappeti.
Attorno al 400 a. C., il grande medico Ippocrate citava le possibilità terapeutiche attribuite alle radici di saponaria "capace di depurare il corpo e donare alle donne una pelle rosata, degna di quella di Venere". Usata dagli antichi romani nei bagni termali, in tempi passati medici arabi la impiegavano nella cura della lebbra.
In The English Physitian Enlarged ( 1653) Nicholas Culpeper afferma che questa pianta "è una cura eccellente contro la sifilide". Il suo impiego nel curare i sintomi di questa malattia e di altre malattie veneree era consigliato anche dalla Greve ( A Modern Herbal 1931), in particolar modo nei casi in cui aveva fallito il trattamento con mercurio, utilizzato per circa 400 anni.
Le specie appartenenti al genere Saponaria, per quanto riguarda l'area europea, sono state importate anticamente per portare una nota di colore nei giardini dei castelli, negli negli orti conventuali e nei chiostri dei monasteri; solo in seguito si sono diffuse e naturalizzate. Saponaria officinalis si rinviene sovente allo stato selvatico nei siti dei vecchi opifici lanieri, dove veniva un tempo coltivata per lavare il tessuto.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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