Verbascum pulverulentum

Verbasco a candelabro

Verbascum pulverulentum

Descrizione

Pianta erbacea suffruticosa bienne, ricoperta da tomento fioccoso e alta (3) 5 – 12 (15) dm.
Fusto cilindrico, eretto, ramoso, fioccoso – pulverulento nella parte superiore, per la presenza di fitti peli stellati bianchicci. Rami arcuati con foglie alterne.
Foglie basali, sessili o con cortissimo picciolo di c. 2 cm, di forma obovato-oblunghe, margine dentellato o crenulato e ± acuminate, 10-35(55)x5-15(20) cm (circa il doppio più lunghe che larghe); da giovani sono ricoperte, in ambedue le facce, da un fitto tomento fioccoso-farinaceo per presenza di peli stellati; il tomento diventa discolore nelle foglie adulte.
Foglie caulinari sessili e non decorrenti, cuoriformi ± acuminate, margine sub-intero o crenulato o con finissimi dentelli.
Infiorescenza fascicolata e ramosissima (rami di c. 35 cm di lunghezza) ricoperta di tomento bianchiccio.
Brattee lineari, intere e fioccose, 7-10 x 1,5 2 mm.
Fiori ermafroditi, 3-10 per fascicolo, posti nella parte superiore dell’infiorescenza, pedicelli di 1-3 mm, la superficie piano-concava.
Calice tomentoso di 2-3 mm con sepali lineari o interi 1,8-2,5×0,5-0,8 mm.
Corolla giallo pallido o raramente bianca, zigomorfa con Ø di18-25 mm, lobi obovati e sub-eguali e punteggiati nella pagina superiore.
Stami 5 ± uguali con filamenti ricoperti di peli bianco-giallastri; antere reniformi; stigma obovoide e tomentoso.
Il frutto è capsula setticida più lunga del calice, di 3,5 – 4 x (2,5) 3 – 3,5 mm, bivalve, di forma ellissoidale e compressa lateralmente con valve coriacee e presenza di mucrone. Semi numerosi e brunastri 0,7-0,8 x 0,5-0,6 mm.

Forma Biologica

H bienn - Emicriptofite bienni. Piante a ciclo biennale con gemme poste a livello del terreno.

Periodo Fioritura

Giugno - Settembre

Etimologia

Genere introdotto da Tournefort che confermò il nome dato da Plinio. Il nome del genere deriva, con molta probabilità, dalla corruzione latina "barbascum" allusiva ai filamenti staminali ricoperti di peli. Altra ipotesi fu quella di Dioscoride che dette il nome di "Phlòmos" = "Ardere" relativa all'uso delle foglie alla stregua di lucignolo per le lampade a olio. L'epiteto della specie è legato al termine "pulvĕrŭlentus = polveroso" per la sua apparenza di pianta polverosa.

Ambiente e Distribuzione

Incolti, pascoli aridi, margine di sentieri campestri, ambienti ruderali; da 0 a 1400 m slm.

Distribuzione Globale

Centroeurop. - Europa temperata dalla Francia all'Ucraina.
S-Europ. - Europa meridionale.

Mappa di Distribuzione

Proprietà ed Utilizzi

Specie officinale

Le specie di verbasco contengono composti biologicamente attivi, quali feniletanoidi, flavonoidi, glicosidi neolignani, iridoidi e le saponine.
Nella medicina popolare venne utilizzato per guarire affezioni bronchiali, tosse, come cicatrizzante, nella cura di eczemi, come antinfiammatorio e come lassativo.
La radice sembra essere un ottimo diuretico ed usata anche in omeopatia. Dai semi si estrae un olio utile per le affezioni epidermiche.
Le saponine presenti nei semi sono tossiche. I fiori sono melliferi.

Note e Curiosità

Le piante di Verbasco trovano uso, a scopo ornamentale,nei giardini rocciosi.Dai fiori si ottiene un ottimo miele odoroso.
Il verbasco viene citato nel poema epico dell’Odissea dove si racconta che Ulisse, per proteggersi dagli incantesimi dalla maga Circe, usò le foglie di questa pianta.
Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

Principali Fonti: infoflora e actaplantarum

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